PK – il mito continua

Devo dire che dopo le iniziali remore e perplessità, la (ri) lettura di queste storie si sta rivelando parecchio ma parecchio sfiziosa. Le avventure del papero mascherato, nonostante la nuova continuity e la paperopoli gotahcmityzzata, non sono così hardcore da essere completamente fuori dal panorama Disney, eppure riescono a introdurre elementi che in teoria parrebbero […]

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Devo dire che dopo le iniziali remore e perplessità, la (ri) lettura di queste storie si sta rivelando parecchio ma parecchio sfiziosa. Le avventure del papero mascherato, nonostante la nuova continuity e la paperopoli gotahcmityzzata, non sono così hardcore da essere completamente fuori dal panorama Disney, eppure riescono a introdurre elementi che in teoria parrebbero impensabili ma che, sapientemente miscelati, risutano a tratti sfiziosi, a tratti emozionanti, a tratti addirittura lirici e commoventi come solo un fumetto di supereroi. Che dire dell’avventura in trasferta Invasione? Potrebbe tranquillamente essere un soggetto di Herbert Wells ibridato con quel Black Sunday di cui nemmeno l’autore, dopo l’11/9, vuole parlare. O l’avventura estiva Silicio, che tanto ricalca una realtà milanese come solo tanti numeri di Topolino sapevano fare con così poco, malcelato pudore, e che nella sua inquietante fine sarebbe sicuramente piaciuta a P.K. Dick (come gli sarebbe piaciuta la tragica, liricissima fine di Geena in quel gioiellino di Seconda Stesura, a cavallo tra futuro e presente). Più che per gli amanti dei paperi, questa è una lettura per amanti di cyber-paperi e paperi-scifi. Magari è un pubblico un po’ di nicchia, ma è un pubblico con una sua dignità.

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